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Sinbad il marinaio

1001 notte – Sinbad - Le fantastiche avventure di un marinaio

Le fiabe di 1001 notte appartengono a una raccolta araba nata circa nel 900 d. C. La bella Sharazad raccontò al califfo di Bagdad per mille e una notte queste affascinanti avventure conquistando così il cuore del sovrano.

Un tempo vivevano a Bagdad due uomini. Uno si chiamava Sinbad il Marinaio e l'altro Sinbad il Facchino. Un giorno il Sinbad povero andò a casa del Sinbad ricco che gli racconto dei suoi viaggi.

"Durante un viaggio in nave trattavo il commercio di qualsiasi genere di merci." Un giorno arrivammo in un'isola verde e lì attraccammo per riposarci. Improvvisamente il capitano gridò dalla nave: "Venite veloci a bordo, perché l'isola è in realtà un grande pesce". Aveva appena detto ciò che l'isola cominciò a muoversi e il pesce si immerse con noi nel mare agitato. Io sprofondai nelle onde schiumose ma riuscii ad aggrapparmi a una grande asse di legno. Per tutta la notte rimasi a galleggiare nel mare finché un'onda non mi gettò a terra. Ritrovai la mia nave nel porto e tornai felice a casa.

Ben presto comprai nuove mercanzie e mi imbarcai con altri mercanti. Viaggiammo da isola a isola facendo buoni affari. Un giorno il capitano gettò l'ancora davanti a un'isola dove scendemmo tutti. Io mi adagiai in prossimità di una sorgente spumeggiante e mi addormentai. Quando mi sveglia la nave era ripartita senza di me. Salii su di un albero e scrutai intorno, finché non scoprii qualcosa di bianco sull'isola: un'enorme sfera bianca. Quando il sole tramontò e l'aria si oscurò, vidi un uccello d’enorme e straordinaria grandezza il quale volando avanzava verso di me. L'uccello scese sulla sfera bianca, il suo uovo, e lo covò. Mi legai con la tela del turbante alle sue zampe. All'alba l'uccello prese il volo e mi portò tra le nuvole. Quando sentii ancora della terra sotto i piedi, mi slegai ed ero in una valle il cui terreno era composto da diamanti. All'improvviso un grosso pezzo di carne cruda rotolò dalla montagna. I diamanti rimasero attaccati alla carne fresca. Ciò mi ricordò di una vecchia leggenda. Raccolsi i diamanti e mi legai la carne al petto. Ben presto arrivò un'aquila che afferrò con gli artigli il pezzo di carne con me appresso. Mi portò sulla sommità della montagna per mangiare la carne, quando dei mercanti la scacciarono facendo rumore, per poter arrivare ai diamanti. Ecco come riuscii a tornare a casa."